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Estratto da “Endimione” Keats

…” Si apre una caverna oltre gli illusori confini dello spazio perché l’anima vi vaghi e tracci la sua propria esistenza, di più remota tenebra.

Vi sono d’intorno lugubri regioni, dove le tombe di pene sepolte lo spirito scorge, ma appena un’ora indugia piangendo, ché più viva sente la punta di un neonato dolore: e in queste regioni più di un velenoso dardo a caso saetta; esse sono di tutti i mali la legittima dimora: non è ancora nato l’uomo che non abbia vagato in questo inferno originario.

Ma pochi sanno quanto buono e quieto possa essere il sonno in quell’antro fra tutti profondo.

Ivi non brucia angoscia; ne piacere tedia: uragani di dolore battono eternamente alle porte, ma all’interno tutto è fermo e deserto.

Assediata da raffiche d’amarezza, all’interno non odi rumore alcuno come quando sulla velata tomba soffoca il verme presagio di morte.

Nessuno dunque vi entri per lottare: d’un tratto è battuto.

Quando il dolore comincia a bruciare, tutto gli è concesso; e da un urna alimentata da ghiaccio fondente, prende una sorsata …”

Categorie:Libri
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