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Estratto da “Roma” Zola

“Ah! Quella Roma, che destino straordinario, che sovranità regale e magnifica è la sua!

Sembra che essa sia un centro verso cui il mondo intero converge, ma dove nulla sorge dal suolo stesso, colpito di sterilità, fin dai primordi.

Bisogna trapiantarvi le arti, trapiantarvi il seme dei popoli vicini che, dopo, vi fioriscono mirabilmente.

Sotto gli imperatori, quando essa era regina del mondo, la bellezza dei suoi monumenti e della sua scultura le veniva dalla Grecia.

Più tardi, quando nasce il cristianesimo e resta pervasa da paganesimo, sarà un altro paese, sarà un altro terreno, che farà sorgere l’arte gotica, l’arte cristiana per eccellenza.

Più tardi ancora, all’epoca del Rinascimento, è proprio a Roma che risplende il secolo di Giulio II e di Leone X; ma sono gli artisti della Toscana e dell’Umbria che preparano il movimento, e ne portano a Roma lo slancio portentoso.

Per la seconda volta, l’arte dal di fuori e le dà la sovranità del mondo, assumendo presso di lei una maestà vittoriosa.

Allora, l’antichità si ridesta in modo fenomenale; sono Apollo e Venere adorati dai papi stessi, i quali, da Nicolò V in poi, sognano di rendere la Roma papale uguale in splendore alla Roma dei Cesari.

Dopo precursori così vivi, così dolci e così forti, Fra Angelico, il Perugino, Botticelli e cento altri, appaiono le due sovranità, Michelangelo e Raffaello, il sovrumano e il divino.

Poi la caduta è violenta, bisogna aspettare centocinquant’anni per giungere al Caravaggio, a tutto ciò che la scienza ha potuto conquistare, in difetto del genio: il colore e la potenza della forma.

Poi, la decadenza continua fino al Bernini, il trasformatore, il vero creatore dell’attuale Roma dei papi, il portentoso fanciullo  che già a vent’anni creava tutta una stirpe di gigantesche figlie di marmo, l’architetto universale, la cui portentosa attività ha compiuto la facciata di San Pietro, eretto le colonne, ornato l’interno della basilica, edificato fontane, chiese e innumerevoli palazzi.

Questa è la fine assoluta, poiché da allora in poi Roma è uscita a poco a poco dalla vita, si è staccata sempre più dalla società moderna, come se lei, che ha sempre vissuto a spese delle altre città, morisse per il rammarico di non poter più togliere nulla agli altri, per formarsene nuova gloria.”

Categorie:Libri
  1. 17/05/2019 alle 2:14 PM

    Wow, sintesi breve e perfetta. Roma non si differenzia dalle altre città più importanti d’Italia, tutt’altro, nonostante sia la capitale.

    • 17/05/2019 alle 2:46 PM

      Zola è Zola 😊
      Leggendo sembra di girare per Roma 😊
      Il libro ha più di un secolo, ma è ancora molto attuale
      Consigliato 😊 anche se un po’ prolisso a volte …

      • 17/05/2019 alle 3:17 PM

        Okay ☺ oh, fa impressione proprio questo, che sia attualissimo!

      • 17/05/2019 alle 3:32 PM

        Già, fa un po’ specie in effetti…

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