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Estratto da “Il medico di campagna” Balzac

“Da fanciulli siamo ingenui, non conosciamo i pericoli della vita; adolescenti, ne vediamo le difficoltà e l’immensità, e ci viene meno talvolta il coraggio; ancora nuovi al mestiere della vita sociale, restiamo in preda ad una specie di stordimento, a un senso di stupore, come ci trovassimo soli in un paese straniero.

In qualsiasi età, l’ignoto provoca un terrore involontario, ma il giovane è come il soldato che marcia contro il cannone e indietreggia davanti ai fantasmi.

È incerto tra le regole del mondo, non sa né dare né ricevere, né difendersi né attaccare; ama le donne e le rispetta come se ne avesse paura; le sue doti gli rendono un cattivo servigio, è tutto generosità, tutto riservatezza, alieno dai calcoli interessati dell’avarizia; se mente, lo fa per suo piacere e non per interesse; in mezzo a strada incerte, la coscienza, con la quale non è ancora sceso a compromessi, gli mostra la retta via, ma egli tarda a seguirla.

Gli uomini destinati a vivere secondo gli impulsi del cuore, anziché dare ascolto ai calcoli della mente, restano a lungo in questa situazione.

Così fu per me.

Divenni lo zimbello di due cause contrarie .

Fui talvolta spronato dai desideri giovanili e sempre trattenuto da sciocchezze sentimentali.

Le emozioni di Parigi sono crudeli per le anime dotate di una viva sensibilità; i vantaggi cui godono i ricchi e le classi superiori esasperano le passioni, e in quel mondo di grandezza e di meschinità il risentimento serve più spesso da pugnale che da sprone; in mezzo alla lotta costante delle ambizioni, dei desideri e delle odi, è impossibile non esserne vittima o complice.

Lo spettacolo continuo del vizio trionfante e delle virtù schernite fa insensibilmente vacillare la fede di un giovane, e la vita parigina non tarda a togliergli la finezza della coscienza.

Comincia allora, e ci consuma, l’opera infernale della sua corruzione.

Il primo piacere, quello che compendia tutti gli altri, è circondato da pericoli tali, che è impossibile non pensare ai minimi effetti che esso produce e non calcolarne tutte le conseguenze.

Questi calcoli portano all’egoismo.

Se qualche povero studente, trascinato dall’impeto delle sue passioni, è disposto a dimenticare se stesso, quelli che lo circondano gli mostrano e gli ispirano tanta diffidenza, che gli riesce difficile non condividerla e non mettersi in guardia contro le sue idee generose.

Questa lotta inaridisce e dissecca il cuore, affida la vita al cervello e produce quella tipica insensibilità parigina e quei costumi nei quali sotto la più elegante frivolezza e sotto l’aspetto di infatuazioni esaltate, si nascondono la politica o il denaro.

A Parigi, l’ebrezza del piacere non impedisce alla donna più ingenua di conservar sempre lucido il proprio cervello.

Quell’atmosfera dovette influire sulla mia condotta e sui miei sentimenti.

Gli errori che avvelenarono i miei giorni avrebbero potuto pesare ben poco sul cuore di parecchi altri , ma i meridionali hanno una grande fede nella verità della religione cattolica e nella vita futura, ed esse rendono profonde le loro passioni e duraturi i loro rimorsi,”

Categorie:Libri
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