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Estratto da “Leonardo. La rinascita degli Dei” II Dimitrij Sergeevic Merezkovskij

Dietro suor Camilla entrò colei che tutti aspettavano.

Sulla trentina, vestita di un semplice abito scuro, il capo avvolto in un cupo velo trasparente che le scendeva fino a metà fronte.

Era monna Lisa del Giocondo

Beltraffio sapeva che apparteneva a un’antica famiglia napoletana; era figlia di Antonio Maria Gherardino, ricchissimo signore che era stato rovinato al tempo dall’invasione francese del 1495, e sposa del cittadino fiorentino Francesco del Giocondo […] Si diceva che lei non lo avesse sposato per amore ma soltanto in ossequio alla volontà paterna e che il suo primo fidanzato avesse volontariamente cercato la morte sul campo di battaglia.

Si diceva anche che avesse molti ostinati e ardenti  ammiratori, ma che li lasciasse tutti senza speranza.

Del resto neppure le lingue più velenose – di cui Firenze non difettava certo – trovavano qualcosa da insinuare su monna Gioconda.

Tranquilla, modesta, devota, caritatevole con la povera gente, era anche un ottima padrona di casa, sposa fedele e, più che buona matrigna, affettuosissima madre per la dodicenne figliastra Dianora […] Monna Lisa non era una di quelle donne che allora si usava chiamare “dotte eroine”

Non faceva mai sfoggio di erudizione, e soltanto per caso Leonardo era venuto a sapere che leggeva correttamente il latino e il greco.

Il suo contegno e il suo eloquio erano così semplici che molti le attribuivano scarsa intelligenza.

In verità Leonardo era convinto che Lisa possedesse qualcosa di più profondo dell’intelligenza, e più precisamente dell’intelligenza femminile, una specie di saggezza profetica.

Lei sapeva dire parole che la avvicinavano di colpo a lui con un senso di intimità così completa come mai gli era accaduto con altri: era l’unica, l’eterna sua compagna e sorella

In quei momenti in cui avvertiva la bellezza della donna, Leonardo sentiva sorgere in sé l’;improvviso desiderio di varcare i confini che separano la contemplazione della vita; ma subito comprimeva quel desiderio e, ogni volta che uccideva così il fascino femminile di monna Lisa, la bellezza spirituale di lei, sulla tela del ritratto, si faceva tutta viva, tutta reale.

Gli sembrava che lei lo sapesse e si assoggettasse, lo aiutasse anzi offrendo se stessa in sacrificio alla proprio irrealtà, che gli abbandonasse lieta tutta l’anima sua. […] Non gli inviava forse ora il destino, sulle soglie della vecchiaia, a illuminare quella tenebra tombale che avvolgeva la sua solitudine, un’anima viva, un’anima sorella? e lui l’avrebbe respinta, rinnegata ancora come già tante volte aveva fatto per risparmiare la propria vita per la contemplazione? avrebbe di nuovo sacrificato il vicino per il lontano, il reale per l’irreale, per un sogno, sia pure supremamente bello? quale Gioconda avrebbe prescelto, la mortale o l’immortale? Sapeva benissimo che scegliendo l’una avrebbe perduto l’altra, ed entrambe gli erano ugualmente care; e sapeva che il momento della scelta era giunto, che non era possibile indugiare oltre e prolungare quel supplizio.

Ma la sua volontà era impotente

Non sapeva, non poteva decidere quale fosse il partito migliore: uccidere la donna mortale per l’immortale, o viceversa? quella che esisteva in realtà , o quella fissata su tela? […] L’indomani monna Lisa alla solita ora giunse allo studio di Leonardo.

Per la prima volta veniva sola, senza la consueta accompagnatrice suor Camilla.

Sapeva che quello era il loro ultimo incontro

Era un giorno assolato, di una luminosità abbagliante,.

Leonardo tese il velario di tela, e il cortile dalle pareti nere si immerse in una morbida luce crepuscolare, in quella penombra diafana, quasi subacquea, che tanto accresceva la grazia del volto di monna Lisa.

Lui lavorava in silenzio, assorto, perfettamente calmo, dimentico dei pensieri della vigilia sull’imminente separazione e sull’inevitabile scelta, come se per lui né passato né futuro esistessero, e il tempo si fosse fermato e lei dovesse restare in eterno seduta là, davanti a lui, con quel suo dolce enigmatico sorriso.

Così, quel che non poteva raggiungere nella vita Leonardo lo raggiungeva nella contemplazione, fondendo con armonia due immagini in una: la reale e il suo riflesso, la mortale e l’immortale.

E questo gli dava la gioia di una grande liberazione.

Ora non provava più pena per lei, non la temeva più.

Sapeva che lei gli sarebbe stata sottomessa fino al limite estremo, che tutto avrebbe accettato, tutto sopportato, che avrebbe anche saputo morire senza ribellarsi.

A tratti la guardava con la stessa curiosità con cui un tempo guardava i condannati accompagnandoli al patibolo per cogliere sui loro volti l’espressione dell’ultimo terrore, dell’ultima sofferenza.

D’un tratto gli parve che l’ombra di un pensiero vivo, non suggeritole da lui e quindi inutile, appannasse il volto di monna Lisa, come la traccia di un alito umano su uno specchio.

Per strapparla a quel pensiero estraneo e ricondurla al suo ambito consueto, da visione irreale, cancellando quell’ombra viva, umana, comincio a narrarle con voce solenne, come un mago che pronuncia le sue formule magiche, una di quelle sue misteriose favole, simili a indovinelli, che di tanto in tanto scriveva nel suo diario:

 

E incapace di resistere al mio desiderio di vedere la gran quantità di varie e strane forme create dall’arte della natura, dopo avere lungamente errato tra le scogliere giunsi all’entrata di una grande caverna, dinanzi alla quale mi fermai sorpreso e incerto, curvando il dorso, con la stanca mano sinistra abbandonata sul ginocchio e con la destra facendomi schermo agli occhi per avvezzarli all’oscurità

E piegandomi spesso per vedere se nell’interno si distingueva qualcosa, senza poter scorgere nulla data la grande tenebra, due sentimenti si destarono in me: paura dell’antro oscuro e minaccioso, desiderio di vedere se là dentro vi fosse qualche miracolo segreto…

 

 

Tacque, ma sul volto di lei l’ombra estranea non era affatto scomparsa.

“E quale dei due sentimenti ha vinto?” chiese monna Lisa

“Il desiderio”

“E avete scoperto il segreto della caverna?”

“Ho scoperto quello che era umanamente possibile scoprire”

“E lo rivelerete agli uomini?”

“Non tutto può essere detto, madonna, né io del resto saprei farlo. Ma vorrei infondere loro tale forza di desiderio che li rendesse in grado di vincere la paura”

“E se solo il desiderio non bastasse, messer Leonardo?” chiese lei, con uno strano lampo nello sguardo “se occorresse qualche altra cosa, qualcosa di più grande e sublime per penetrare nei segreti più nascosti e forse più meravigliosi della caverna?” E lo guardò negli occhi con un sorriso che lui non le aveva mai visto.

“E che altro potrebbe occorrere?” chiese Leonardo

Lei non rispose.

In quel momento un sottile, crudo e accecante raggio di sole penetrò nello studio attraverso l’interstizio di due steli.

Il crepuscolo subacqueo si accese.

E sul volto di lei tutta l’armonia delle morbide ombre chiare, di quelle “luci oscure” che facevano pensare a una musica lontana, fu spezzata

“Partite domani?” chiese Gioconda

“No, questa sera stessa”

“Partirò presto anch’io… ” mormorò lei

Lui la guardò intensamente, volle aggiungere qualcosa ma tacque; capì che lei partiva per non restare senza di lui a Firenze

“Messer Francesco” proseguì monna Lisa “ deve recarsi in Calabria per certi suoi affari, e vi si tratterà circa tre mesi, fino all’autunno. L’ho pregato di condurmi con lui”

Leonardo volse il capo da un’altra parte, indispettito, le sopracciglia aggrottate, e si mise a osservare quel crudo, insidioso raggio di sole rivelatore.

Gli zampilli della fontana, fino ad allora pallidi e senza vita, toccati da quel vivido raggio si erano vestiti all’improvviso di tutti i colori dell’iride, così vari e contrastanti, i colori della vita.

E d’un tratto Leonardo sentì che pure lui tornava alla vita, debole pietoso.

“Non è nulla” disse monna Lisa “Chiudete meglio il velario. Non è ancora tardi. E poi son tutt’altro che stanca”

“No, non importa. Basta” rispose il maestro gettando lontano il pennello.

“Ma non lo finirete dunque mai, questo mio ritratto!”

“Perché?” ribatte lui in fretta, come spaurito “Non verrete più da me, quando sarete di ritorno a Firenze?”

“Verrò, messer Leonardo. Ma in tre mesi potrei anche cambiare, potrei sembrarvi un’altra, potreste anche non riconoscermi più… Mi avete sempre detto che i volti umani, in particolare quelli delle donne, cambiano rapidamente…”

“Oh, come vorrei terminarlo!” disse Leonardo lentamente, come parlando a se stesso “Non so se potrò riuscirci. Ci sono momenti in cui mi sembra impossibile arrivare al punto in cui vorrei arrivare…”

“Impossibile?” ripeté monna Lisa meravigliata “Ho infatti sentito dire che proprio perché cercate l’impossibile non completate mai le vostre opere!”

In quelle parole lui avverti un timido e infinitamente mite rimprovero

“Ecco il momento” pensò; e si sentì sopraffatto dallo sgomento.

Gioconda si alzò e con la sua consueta semplicità disse “Devo andare. Arrivederci messer Leonardo, e buon viaggio”

Leonardo alzò gli occhi su di lei, e di nuovo gli parve di leggervi un ultimo, disperato, supplice rimprovero

Si rendeva perfettamente conto che quel fuggevole istante sarebbe stato per entrambi eterno e irrevocabile come la morte, sapeva che non poteva tacere

Ma più tendeva la propria volontà nello sforzo di trovare la soluzione e la parola definitiva, più si rendeva conto della propria impotenza e dell’invalicabile abisso che si stava scavando tra loro.

Monna Lisa gli sorrideva con il suo solito sorriso limpido e calmo, ma ora gli pareva che quella limpidità e quella calma somigliassero a quella dei morti.

Il cuore gli si strinse per un infinito, intollerabile senso di pena che lo rendeva ancora più debole

Monna Lisa gli porse la mano; e lui in silenzio baciò quella mano, per la prima volta da quando si erano conosciuti

Nel medesimo istante sentì le labbra di lei sfioragli i capelli con un bacio

“Vi assista Iddio” disse lei semplicemente

Quando Leonardo torno in sé, monna Lisa non c’era più.

Intorno a lui regnava il funereo silenzio pomeridiano, più minaccioso di una notte cupa e profonda

E come nella notte precedente, più solenni, più paurosi si fecero udire lenti, cadenzati i rintocchi dell’orologio alla torre vicina

Parlavano della silente e minacciosa fuga del tempo, della tenebrosa e solitaria vecchiaia, del passato senza ritorno.

A lungo vibrarono nell’aria spirando dolcemente e parevano ripetere

di domani non c’è certezza… 

     

Categorie:Libri
  1. 11/12/2019 alle 11:43 AM

    Ma che bello questo passo! Per me, più di quello di ieri 😀
    Quanti pensieri girano vorticosi dentro Leonardo, tipico di chi pensa tanto ma poi agisce ben poco… oh, mi ci rivedo anch’io in lui 😅 tante paranoie e dubbi perché, in effetti, non aveva davanti a sé una persona per la quale non provava niente, al contrario. Eppure, Monnalisa mi è parsa come una che non parla chiaro, una donna subdola oserei dire 😛
    Ma il dilemma di Leonardo, non è forse lo stesso che ci investe oggigiorno quando ci ritroviamo a dover conoscere una persona dal virtuale al reale? E senti la paura che sia diversa, o che sia diverso tu stesso nell’approccio.

    • 11/12/2019 alle 12:38 PM

      Beh, l’altro veniva prima come ordine, e poi era un filo più corto da scrivere 😅
      Subdola? mmh, per me è mancato ad entrambi un po’ di coraggio, ma non era una situazione semplice; lei sposata e lui con una ventina d’anni in più di lei…

      Ci può stare come paragone 😊 chat, telefonata, dal vivo son tre esperienze diverse
      In chat, in special modo, si tende a idealizzare parecchio e in chat sei anche più libero; scrivere è più semplice di conseguenza l’approccio è quasi sempre differente nel reale …

      • 11/12/2019 alle 1:04 PM

        Proprio un filo eh 😌 ma ne è valsa la pena… almeno, per me, sì… hihi

        Ma non sapevo che Monnalisa fosse sposata, allora ci sta. Tra l’altro, una volta le donne erano più riservate, mica come oggi. Venti più di lei… beh, oggi ci sono persone che non si pongono questo problema.

        Concordo 👍e te lo dice una che non è mai passata dal virtuale al reale 😂 Massimo dalla chat alle telefonate.

      • 11/12/2019 alle 1:29 PM

        Di solito faccio solo piccoli estratti… mi hai fatto scrivere un poema 🤣

        All’inizio c’è scritto 😅 anche se ho tagliato la parte che approfondiva sul marito 😁

        Se non eri pienamente convinta ci sta 😊

        a me è capitato una volta di fare chat, telefonata e dal vivo
        Esito? scritto in poesia 😅
        https://lelevolution.wordpress.com/2017/03/15/pensiero-della-sera-v/

      • 11/12/2019 alle 1:31 PM

        Grazie, grazie, grazie 🙇

        Ah ecco eheh

        Eh sì, mi presero gli stessi dubbi che hanno torturato Leonardo 😅

        Vado a leggereee 😀

      • 11/12/2019 alle 1:46 PM

        😊

        Ah, evidentemente la spinta interiore non era sufficiente a buttar giù la porta che tiene il tuo cuore al sicuro

        ok 😊

      • 11/12/2019 alle 2:07 PM

        Eh, non sono una che fa follie o si lascia andare facilmente, sono governata dalla ragione… o forse anche dalla paura 😅

      • 11/12/2019 alle 2:46 PM

        Probabilmente entrambe, ma quando sarà il momento ti butterei, è garantito 😊

  2. Krikkia
    15/01/2020 alle 1:07 AM

    Chiedo scusa per la domanda se è stupida, ma siccome sono interessata a leggere questo libro, cercando in internet ho trovato sulla vita di Leonardo di Dmitrij Sergeevič Merežkovskij sia questo “La rinascita dei dei”, che suddiviso in tre volumi “La resurrezione degli dei”… ma sono la stessa storia sono con titoli tradotti diversamente? O sono dei racconti diversi?

    • 15/01/2020 alle 7:30 AM

      Ciao 🙃

      Non è stupida 🙃
      Allora io ho letto solo Leonardo 😅 ma, da quello che so, si tratta di una trilogia di romanzi storici fatta su personaggi diversi
      Il primo è su Giuliano l’apostata “la caduta degli dei ”
      Il secondo su Leonardo “la rinascita degli dei”
      Il terzo su Pietro e Alessio “l’anticristo”
      Quindi son tre libri diversi che però hanno, visti i titoli, qualcosa in comune…
      Cosa ? Cito da una altro sito
      La trilogia è
      “incentrata sull’opposizione tra la concezione greca della santità della carne e quella cristiana della santità dello spirito”

      In sintesi, se ti interessa solo Leonardo da Vinci, vai tranquilla sulla resurrezione degli dei 😊

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