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Estratto da“Le confessioni di un italiano” Nievo

“Tenetevi ben a mente ch’io narro d’un tempo in cui le feda era ancora di moda, e produceva negli spiriti eletti quei miracoli di carità e sacrifizio e di distacco dalle cose mondane che saranno sempre meravigliosi anche all’occhio miscredente del filosofo.

Io non catechizzo, né pianto o difendo sistemi; e so benissimo che la divozione , volta in bigottismo dalle anime false e corrotte, può viziar la coscienza peggio che ogn’altra abitudine di perversità.

Vi ripeto ancora ch’io non son devoto; e me ne duole forse perché durai grandissima fatica a trovare un’altra via per cui salire alla vera e discreta stima della vita.

Dovetti percorrere sovente, col disinganno al fianco, e la disperazione davanti agli occhi, tutta la profondità dell’abisso metafisico; dovetti sforzarmi ad allargare la contemplazione d’un animo diffidente e miope sopra l’infinita vastità e durevolezza delle cose umane; dovetti chiudere gli occhi sui più comuni e strazianti problemi della felicità della scienza e virtù contraddicenti fra loro; dovetti io, essere socievole e soggetto alle leggi sociali, rinserrarmi nel baluardo della coscienza per sentire la santità e la vitalità eterne e forse l’attuazione futura di quelle leggi morali che ora sono derise calpestate violate per tutti i modi; dovetti infine, uomo superbo della mia ragione e d’un vantato impero sull’universo, inabissarmi, annichilirmi, atomo invisibile, nella vita immensa ed immensamente armonica dello stesso universo, per trovare una scusa a quella fatica che si chiama esistenza, ed una ragione a quel fantasma che si chiama speranza.

Ed anco questa scusa tremola dinanzi alla ragione invecchiata, come una fiamma di candela sbattuta dal vento; e tardi mi accorgo che la fede è migliore della scienza per la felicità,

Ma non posso pentirmi del mio stato morale; perché la necessità non ammette pentimenti; non posso e non debbo arrossirne; perché una dottrina che nella pratica sociale accoppia la fermezza degli stoici alla carità evangelica, non potrà mai vergognar di se stessa qualunque siano i suoi fondamenti filosofici.

Ma quanti sudori, quanti dolori, quanti anni, quanta costanza per arrivare a ciò!

Ebbi la pazienza della formica, che, capovolta dal vento, cento volte perde la sua soma e cento la riprende per compiere a passi invisibili il suo lungo cammino.

Pochi m’avrebbero imitato e pochi m’imitano infatti.

I più gettano a mezza strada una bussola malfida da cui furono il più delle volte ingannati; e si abbandonano giorno per giorno al vento che spira.

Vien poi l’ora di raccogliere le vele nel porto; e il loro arrivo e necessariamente un naufragio.

O s’affidano a guide fallaci, alleate delle loro passioni, e bevono con compunzione lagrime spremute dagli occhi altrui: o cancellano la vita dello spirito, non sapendo che lo spirito si ridesta quandochessia a patire tutto in una volta i dolori che dovevano preparagli la strada alla morte.

Meglio la fede ignorante che il nulla vuoto e silenzioso.

Vi sono leggiadre donzelle e giovanotti di garbo le cui mire son tutte volte ai godimenti materiali: le comodità, le feste, le pompe sono loro soli desiderii; sola cura il denaro che provvede d’un lauto e perenne pascolo quei desiderii: perfino il loro spirito non cerca qualche nutrimento che per farsene bello agli occhi della gente, e non provar l’incomodo di dover arrosire.

Del resto la mente di coloro non conosce diletti che siano veramente suoi.

Domandate a essi se vorrebbero esser stati o Scipioni, o Dante o Galileo; vi risponderanno che i Scipioni i Dante e Galileo sono morti.

Per loro la vita è tutto.

Ma quando dovranno abbandonarla? Non vogliono pensarci!

Non vogliono; dicono essi; io soggiungo che non possono non osano.

E se l’osassero avrebbero da scegliere fra la pistola, suicidio del corpo, e il fastidio della vita, suicidio dell’anima.

Questo è il destino dei più forti o dei più sventurati.

La fede a’ suoi temi era almeno una idealità una forza un conforto; e chi non avesse il coraggio di soffrire cercando e aspettando, avea la fortuna di sopportare credendo.

Ora la fede se ne va, e la scienza viva e completa non è venuta ancora.

Perché dunque glorificar tanto questi tempi che i più chiamano di transizione?

Onorate il passato ed affrettate il futuro; ma vivente nel presente coll’umiltà e coll’attività di chi sente la propria impotenza e insieme il bisogno di trovare una virtù.

Educato senza le credenze del passato e senza la fede nel futuro, io cerco indarno nel mondo un luogo di riposo per i miei pensieri; dopo molti e molti anni strappai al mio cuore un brano sanguinoso sul quale c’era scritto giustizia, e conobbi che la vita umana è un ministero di giustizia, e l’uomo sacerdote di essa, e la storia un’espiatrice che ne registra i sagrifici a vantaggio dell’umanità che sempre cangia e sempre vive.

Antico d’anni piego il mio capo sul guanciale della tomba: e addito questa parola di fede a norma di coloro che non credono più e pur vogliono ancora pensare in questo secolo di transizione.

La fede non si comanda; neppur da noi a noi.

A chi compiange la mia cecità, e lagrima nella mi vita uno sforzo virtuoso ma inutile che non avrà ricompensa nei secoli eterni, io rispondo: Io sono padrone in faccia agli altri uomini del mio essere temporale ed eterno,.

Nei conti fra me e Dio a voi non tocca intromettervi.

Invidio la vostra fede, ma non posso impormela.

Credete adunque, siate felici, e lasciatemi in pace.”

Categorie:Libri
  1. 28/01/2021 alle 3:46 PM

    👏👏👏… “la fede non si comanda”, proprio così, la si può solo “sentire” da sé.
    E sottolinerei anche queste righe, un bel suggerimento:
    “Onorate il passato ed affrettate il futuro; ma vivente nel presente coll’umiltà e coll’attività di chi sente la propria impotenza e insieme il bisogno di trovare una virtù.” 🙏

    • 28/01/2021 alle 4:29 PM

      Son d’accordo; l’ideale è sempre seguire la propria inclinazione 🙃 potendo certo 😅

      Sì, è un bel consiglio 😊 e visto che sono a pagina 95 di 800 circa 😅 son speranzoso di trovarne altri 😁

      • 28/01/2021 alle 4:33 PM

        Sì 👍

        800…😮…in bocca a lupo 😛
        A me è capitato qualche volta (nemmeno più di tre penso) di arrivare a quasi 600, ma in pdf, con i libri penso si noti di più la quantità delle pagine… eheh… e 800 sono tante belle pagine 🙆

      • 28/01/2021 alle 4:42 PM

        Io li preferisco lunghi 😁

        E ma se sti tre li hai poi finiti è perché hai proprio solo una paura immotivata della vista del mattone e non una difficolta intrinseca nel numero di pagine 🙃
        Le apparenze si sa ingannano 😄
        Quindi affronta le tue paure: vai con la Sanfelice di Dumas 1754 pagine 😁 un mesetto al massimo lo finisci 🙃

      • 28/01/2021 alle 4:44 PM

        Lo so!

        Un mesetto? 😮 di più… nemmeno mi ricordo di preciso quali fossero, forse uno era Orgoglio e pregiudizio (in pdf poi a volte i caratteri sono più grandi e prendono più pagine) e mi ricordo di un altro che aveva addirittura sopra le 800 pagine (sempre perché scrittura enorme), allora ci misi taaanto, più di un mese… sicuro ahah

      • 28/01/2021 alle 4:49 PM

        Anche meno se ti prende come deve 😊
        mmh 🤔orgoglio… me lo ricordo corto, non credo arrivi a 500
        E poi appunto dipende se è scritto grande o piccolo 😅

      • 28/01/2021 alle 4:50 PM

        Sì sì, il pdf lo faceva sembrare più grande…

      • 28/01/2021 alle 4:53 PM

        Ah 😅 e io leggo solo su carta, non bazzico il mondo dei pdf 😁

      • 28/01/2021 alle 4:55 PM

        Fai bene 🙆 il libro è sempre un’altra cosa, si sa

      • 28/01/2021 alle 4:59 PM

        Già 😊

      • 28/01/2021 alle 4:48 PM

        E comunque ho due libri in sospeso, quindi non mi conviene cercare altre letture. Ultimamente leggo pochino, distratta da altre cose… tra l’altro, devo ancora riportare l’articolo dei libri letti nel 2020! L’ho scritto anche, ma solo metà 😆

      • 28/01/2021 alle 4:51 PM

        Sgusci dai mattoni come un anguilla 🤣 ma prima o poi li affronterai 😁
        E capitano i momenti no… io leggo meno d’inverno di solito
        Hai tempo , non è ancora finito manco gennaio 🙃

      • 28/01/2021 alle 4:54 PM

        Ahah… ma io alla fine non sono una divoratrice seriale 🙆 e magari devo trovare uno che mi appassioni tanto, è solo che al momento non lo cerco… hihi
        Eh, siamo al 28 gennaio… tra poco invecchio pure di un anno! 😦

      • 28/01/2021 alle 4:58 PM

        Sicuramente è quello, se trovi un libro che ti prende vai via spedita che siano 300 500 o 2000 pagine 🙃

        L’alternativa a invecchiare non è migliore 😅 e poi sei giovane … manco si contano alla tua età 😄
        Quando li fai?

      • 28/01/2021 alle 5:01 PM

        Sicuramente, sì 👍

        Eh, il tempo vola e quest’anno in particolare lo abbiamo perso un po’ tutti.
        Li compio il 6 🙏

      • 28/01/2021 alle 5:06 PM

        😊

        Sicuramente, è stato un anno particolare …

        Ah quindi oggi è partito il countdown -10 giorni 😁
        Tocca aspettare a farti gli auguri perché porta male farli prima, 🙃

      • 28/01/2021 alle 5:06 PM

        Giusto 😛

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